In breve: il butirrato di sodio è il sale sodico dell'acido butirrico, un acido grasso a catena corta che il nostro intestino produce ogni giorno fermentando le fibre. Negli integratori si trova spesso microincapsulato e in capsule gastroresistenti. A livello europeo non esistono indicazioni sulla salute autorizzate per il butirrato: va scelto leggendo bene forma, dose ed etichetta.
Se stai cercando informazioni sul butirrato di sodio probabilmente ne hai sentito parlare dal farmacista, da un amico o in un articolo sul microbiota. Le informazioni online sono spesso frammentate o confuse con quelle sui farmaci. In questa guida mettiamo in ordine le cose: che cos'è, da dove viene, in quali forme si trova, come si assume e cosa dice davvero la normativa.
Cos'è il butirrato di sodio
L'acido butirrico (o acido butanoico) è un acido grasso a catena corta: ha solo quattro atomi di carbonio. Insieme ad acetato e propionato fa parte dei cosiddetti SCFA (dall'inglese short-chain fatty acids), le molecole che si formano nel colon quando i batteri intestinali fermentano le fibre.
Il butirrato di sodio è semplicemente la forma salificata dell'acido butirrico, legata al sodio. È una polvere bianca, stabile e facile da dosare, ma con un odore molto intenso e caratteristico: è lo stesso composto responsabile dell'odore del burro rancido. Per questo negli integratori viene quasi sempre protetto da un rivestimento.
Come si forma il butirrato nell'organismo
Il butirrato non arriva quasi mai "già pronto" dalla dieta: la gran parte viene prodotta direttamente nell'intestino crasso. Alcuni gruppi di batteri, tra cui Faecalibacterium prausnitzii, Roseburia ed Eubacterium rectale, fermentano le fibre che non digeriamo, come l'amido resistente, l'inulina e le fibre di cereali integrali e legumi, e producono acidi grassi a catena corta.
Nella fisiologia del colon il butirrato è la principale fonte di energia per le cellule che rivestono la mucosa (i colonociti). È uno dei motivi per cui le fibre sono considerate così importanti in un'alimentazione equilibrata. Attenzione però: questo descrive il butirrato prodotto naturalmente dal nostro organismo, non l'effetto di un integratore.
In quali alimenti si trova il butirrato
Piccole quantità di acido butirrico si trovano nei grassi del latte. Le fonti principali sono:
- Burro e ghee: i grassi del latte vaccino contengono qualche punto percentuale di acido butirrico.
- Formaggi stagionati, come il Parmigiano Reggiano, dove contribuisce all'aroma.
- Panna e latte intero, in quantità minori.
Si tratta comunque di quantità modeste. Per questo, quando si parla di butirrato, è utile ricordare da dove arriva quello presente nel colon: soprattutto dalla fermentazione delle fibre (frutta, verdura, legumi, cereali integrali, patate e riso raffreddati, ricchi di amido resistente). Gli integratori sono un'altra cosa: forniscono butirrato già pronto, in una forma e in una dose dichiarate in etichetta.
Le forme di butirrato negli integratori
Non tutti gli integratori di butirrato sono uguali. Le differenze principali riguardano la forma chimica e la tecnologia di rilascio.
| Forma | Caratteristiche | Da sapere |
|---|---|---|
| Butirrato di sodio | La forma più diffusa | Apporta sodio (circa il 21% del peso) |
| Butirrato di calcio o magnesio | Alternative senza sodio | Apportano anche il minerale legato |
| Tributirrina | Tre molecole di acido butirrico legate al glicerolo | Meno odore, rilascio legato alla digestione dei grassi |
| Microincapsulato / gastroresistente | Rivestimento protettivo | Riduce odore e sapore e protegge dall'acidità dello stomaco |
Perché si sceglie il butirrato microincapsulato
Il butirrato libero ha due limiti pratici: l'odore molto forte e il fatto che, se assunto senza protezione, viene in buona parte assorbito già nei primi tratti dell'apparato digerente. Per questo i produttori usano due accorgimenti, spesso combinati:
- Microincapsulazione: ogni particella di butirrato viene avvolta da un sottile rivestimento, di solito a base lipidica. L'odore si attenua molto (anche se raramente sparisce del tutto) e la polvere diventa più stabile.
- Capsule gastroresistenti: la capsula resiste all'ambiente acido dello stomaco e si apre più avanti, nell'intestino.
Quando confronti due prodotti, controlla in etichetta se la dose indicata si riferisce al butirrato di sodio o all'acido butirrico: sono due numeri diversi e non vanno confrontati tra loro.
Come leggere l'etichetta di un integratore di butirrato: 5 controlli
- Quantità per dose giornaliera: guarda i milligrammi di butirrato per dose, non per singola capsula. Due prodotti con la stessa capsula possono avere dosi giornaliere diverse.
- Butirrato o acido butirrico: verifica a cosa si riferisce il numero dichiarato. Il butirrato di sodio contiene anche il sodio, quindi i milligrammi di acido butirrico sono sempre meno di quelli del sale.
- Tecnologia: cerca le parole "microincapsulato" e "gastroresistente". La prima riguarda la polvere, la seconda la capsula: non sono la stessa cosa.
- Altri ingredienti: vitamine e minerali eventualmente presenti, con la percentuale dei valori di riferimento (VNR), e la presenza di eccipienti come biossido di silicio o stearato di magnesio.
- Durata della confezione: dividi il numero di capsule per la dose giornaliera per capire quanti giorni copre e confronta il prezzo su questa base.
Fibre e butirrato: gli alimenti ricchi di fibre da portare a tavola
Che tu decida o no di usare un integratore, le fibre restano la base. Sono loro la "materia prima" che i batteri del colon trasformano in acidi grassi a catena corta. Qualche idea pratica per aumentarle senza stravolgere la dieta:
| Alimento | Perché è interessante | Come inserirlo |
|---|---|---|
| Legumi (lenticchie, ceci, fagioli) | Ricchi di fibre e amido resistente | 2–4 volte a settimana, anche in vellutate |
| Avena e orzo | Contengono beta-glucani | A colazione o nelle zuppe |
| Patate, riso e pasta cotti e raffreddati | Il raffreddamento aumenta l'amido resistente | Insalate di riso, patate, pasta fredda |
| Banane poco mature | Fonte di amido resistente | Come spuntino |
| Cipolla, aglio, porri, carciofi, cicoria | Contengono inulina e fruttooligosaccaridi | Nei soffritti e nei contorni |
| Frutta secca e semi | Fibre e grassi buoni | Una piccola manciata al giorno |
Se oggi mangi poche fibre, aumentale gradualmente e bevi a sufficienza: un aumento brusco può dare gonfiore nei primi giorni.
Il butirrato di sodio Poemia
1200 mg di butirrato di sodio microincapsulato per dose giornaliera (2 capsule), in capsule gastroresistenti, con zinco e vitamina D3. Lo zinco e la vitamina D contribuiscono alla normale funzione del sistema immunitario. Prodotto in Italia.
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Butirrato di sodio e acido butirrico: come convertire i milligrammi
Molte etichette indicano i milligrammi di butirrato di sodio, altre quelli di acido butirrico. Non sono la stessa misura: nel sale una parte del peso è dovuta al sodio. Il conto si fa con i pesi molecolari (circa 88 g/mol per l'acido butirrico e 110 g/mol per il butirrato di sodio): l'acido butirrico rappresenta circa l'80% del peso del sale.
| Butirrato di sodio puro | Acido butirrico corrispondente (circa) |
|---|---|
| 300 mg | 240 mg |
| 600 mg | 480 mg |
| 1200 mg | 960 mg |
Prima di confrontare due prodotti, compreso il Butirrato di Sodio Poemia, controlla in etichetta i milligrammi per dose e a cosa si riferiscono: al butirrato di sodio puro, all’acido butirrico o alla materia prima titolata. Se due prodotti esprimono la dose in modo diverso, porta entrambi i valori alla stessa unità prima di confrontarli: è il modo più semplice per evitare di scegliere "a occhio" e per capire anche quanto costa davvero ogni giorno di utilizzo.
In pratica: mg di butirrato di sodio × titolo / 100 × 0,8 = mg di acido butirrico. Il titolo è la percentuale di butirrato di sodio nella materia prima (100% se in etichetta c’è il butirrato di sodio puro). Con 1200 mg di butirrato di sodio puro si ottengono circa 960 mg di acido butirrico; con una materia prima al 90% circa 864 mg. All’inverso, i mg di acido butirrico × 1,25 danno i mg di butirrato di sodio puro.
Come si assume il butirrato di sodio
La regola più importante è semplice: segui la dose indicata in etichetta dal produttore, senza superarla. Le dosi giornaliere cambiano molto da un prodotto all'altro: per questo il confronto va fatto sempre sulla dose giornaliera indicata in etichetta, non sul numero di capsule.
- Le capsule si deglutiscono intere, con un bicchiere d'acqua, senza aprirle: aprirle annullerebbe l'effetto del rivestimento gastroresistente.
- Molti preferiscono assumerle durante o dopo un pasto, per abitudine e tollerabilità. Se l'etichetta dà un'indicazione precisa, segui quella.
- Se la dose è di 2 capsule, si possono dividere tra pranzo e cena.
Quanto sodio apporta un integratore di butirrato di sodio
È una domanda che si fanno in pochi ma che conta, soprattutto per chi deve limitare il sale. Il sodio rappresenta circa il 21% del peso del butirrato di sodio.
| Butirrato di sodio | Sodio apportato (circa) | Equivalente in sale (circa) |
|---|---|---|
| 300 mg | 63 mg | 0,16 g |
| 600 mg | 125 mg | 0,31 g |
| 1200 mg | 250 mg | 0,63 g |
Per confronto, l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda agli adulti di non superare circa 2 g di sodio al giorno, pari a 5 g di sale. Se segui una dieta iposodica, considera questa quota nel conteggio quotidiano e parlane con il medico.
Cosa dice la normativa europea sul butirrato
Nell'Unione Europea le frasi sulla salute che si possono usare per un nutriente o una sostanza sono stabilite dal Regolamento (UE) 432/2012, sulla base delle valutazioni dell'EFSA. Per il butirrato di sodio non esistono indicazioni sulla salute autorizzate.
In pratica, chi vende un integratore di butirrato non può attribuirgli effetti sulla salute. Può descrivere la sostanza, la sua forma e la sua tecnologia. Le indicazioni autorizzate possono riguardare solo altri ingredienti della formula, come vitamine e minerali. Se trovi promesse di effetti specifici, soprattutto riferite a disturbi o malattie, è un buon motivo per essere diffidente.
Avvertenze e quando chiedere al medico
- Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.
- Non superare la dose giornaliera consigliata e tieni il prodotto fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni.
- In gravidanza e allattamento, se assumi farmaci o se hai disturbi intestinali persistenti, chiedi sempre prima al medico o al farmacista.
- Se segui una dieta a basso contenuto di sodio, valuta l'apporto di sodio indicato sopra.
Domande frequenti
Il butirrato di sodio è un probiotico?
No. I probiotici sono microrganismi vivi, mentre il butirrato è una molecola: un acido grasso a catena corta prodotto dai batteri intestinali quando fermentano le fibre. A volte viene chiamato "postbiotico", ma in senso improprio: secondo la definizione scientifica più usata un postbiotico è un preparato di microrganismi inattivati, non una singola molecola purificata.
Il butirrato di sodio ha un cattivo odore?
Il butirrato libero ha un odore molto intenso, simile al burro rancido. Nelle forme microincapsulate e nelle capsule gastroresistenti l'odore è molto attenuato. Può restare una leggera nota all'apertura del flacone, ed è normale.
Meglio butirrato di sodio o di calcio?
Entrambe le forme apportano butirrato. Il butirrato di sodio è il più diffuso; quello di calcio è un'alternativa per chi vuole evitare il sodio. A parità di dose, il confronto va fatto sulla quantità di butirrato e sulla tecnologia di rilascio indicate in etichetta.
Si può prendere il butirrato insieme ai fermenti lattici?
Non ci sono incompatibilità note tra butirrato e fermenti lattici negli adulti sani, e spesso vengono assunti nello stesso periodo. Se stai seguendo una terapia o hai disturbi in corso, chiedi conferma al medico o al farmacista.
Leggi anche
Fonti
- Hamer HM et al. Review article: the role of butyrate on colonic function. Aliment Pharmacol Ther, 2008
- Louis P, Flint HJ. Formation of propionate and butyrate by the human colonic microbiota. Environ Microbiol, 2017
- OMS – Réduction de l'apport en sodium (scheda informativa)
- Regolamento (UE) n. 432/2012 sulle indicazioni sulla salute consentite
- EFSA – Indicazioni sulla salute
Articolo a cura della Redazione Poemia, aggiornato il 7 novembre 2026. I contenuti hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.




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